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Perché l’import è la parte più lenta
Caricare un file richiede pochi secondi. Il lavoro vero è tutto ciò che sta intorno:
- riconoscere le colonne: “Cod.”, “Art.”, “Item no.” sono lo stesso dato scritto da tre fornitori;
- interpretare i valori: “12x30x4,5 cm” contiene tre misure in una cella;
- convertire le unità: millimetri, centimetri, pollici;
- allineare i valori ammessi: “Nero”, “BLK”, “black”, “nero opaco”;
- riconoscere a quale famiglia appartiene ogni riga, perché da questo dipendono gli attributi da compilare.
Fatto a mano, per un file da quaranta colonne, è un lavoro di ore. Ripetuto per venti fornitori, è un mestiere a tempo pieno.
Come funziona la mappatura con l’AI
La mappatura automatica segue in genere quattro passaggi.
1. Lettura delle intestazioni
Il sistema confronta i nomi delle colonne con quelli degli attributi del PIM. Non cerca una corrispondenza esatta, ma di significato: capisce che “Peso netto kg”, “Net weight” e “P. netto” puntano allo stesso attributo.
2. Lettura del contenuto
Le intestazioni da sole non bastano: spesso sono sigle, o mancano del tutto. L’AI osserva quindi un campione di celle. Una colonna di numeri a tredici cifre è con ogni probabilità un codice EAN; una colonna con “IP44”, “IP65”, “IP20” è un grado di protezione, comunque si chiami.
3. Proposta con livello di confidenza
Per ogni colonna il sistema propone un attributo di destinazione e indica quanto è sicuro. Le corrispondenze evidenti si accettano in blocco; quelle incerte vengono messe in evidenza perché una persona decida.
4. Trasformazioni
Dove serve, vengono proposte anche le trasformazioni: dividere una cella in più attributi, convertire un’unità di misura, ricondurre un testo libero a un valore dell’elenco.
Il punto fermo è che l’AI propone, non decide. La mappatura va confermata prima che qualsiasi dato venga scritto nel catalogo.
Cosa preparare prima di importare
L’AI accelera la mappatura, ma non può inventare le regole. Queste vanno decise prima.
| Regola | Perché serve |
|---|---|
| Chiave di riconoscimento | Per capire se una riga è un prodotto nuovo o un aggiornamento: di solito SKU o EAN |
| Famiglia di destinazione | Determina quali attributi sono previsti e quali obbligatori |
| Unità di misura standard | Tutti i valori vanno convertiti in un’unica unità per attributo |
| Valori ammessi | Elenchi chiusi per colore, materiale, finitura e simili |
| Comportamento sugli aggiornamenti | Le celle vuote cancellano il valore esistente o lo lasciano? |
| Proprietà dei campi | Quali attributi può modificare l’import e quali no |
L’ultima riga è quella che protegge il lavoro già fatto. Se il file di un fornitore contiene una colonna “Descrizione”, non deve sovrascrivere il testo commerciale che il marketing ha scritto e tradotto.
Il consiglio: fai sempre un primo import di prova su poche righe, e guarda il risultato sulla scheda prodotto, non solo nel riepilogo. Gli errori di mappatura si vedono subito su un prodotto che conosci.
Gli errori più comuni
- Zeri iniziali persi. Excel trasforma il codice
00123456nel numero 123456. Le colonne dei codici vanno trattate come testo. - Decimali e migliaia. “1.250” è milleduecentocinquanta in Italia e uno virgola venticinque altrove. Va dichiarato il formato del file.
- Date ambigue.
03/04/2026è il 3 aprile o il 4 marzo, a seconda di chi ha compilato il foglio. - Unità di misura nella cella. “12 cm” è un testo, non un numero: va separato in valore e unità.
- Varianti come prodotti separati. Se taglia e colore sono su righe diverse, l’import deve sapere quale colonna le raggruppa sotto lo stesso modello.
- Celle unite e righe di intestazione multiple. Belle da vedere, illeggibili per qualsiasi sistema.
Salvare la mappatura per la volta successiva
Il vantaggio maggiore arriva dal secondo file in poi. Una mappatura confermata si salva come modello associato a quel fornitore o a quel tipo di file: al prossimo invio, il sistema la riapplica e segnala solo ciò che è cambiato, per esempio una colonna nuova.
Quando i file arrivano con regolarità, lo scambio si può automatizzare del tutto, con import pianificati da una cartella SFTP: ne parliamo nella pagina sulle integrazioni del PIM.
Dopo l’import: il controllo di qualità
Importare non significa aver finito. Un buon flusso prevede subito dopo:
- un riepilogo di righe create, aggiornate e scartate, con il motivo;
- il calcolo della completezza: quali attributi obbligatori mancano, per canale;
- la segnalazione dei valori anomali: un peso di 4.500 kg per una lampada è quasi certamente un errore di unità.
Solo a questo punto i prodotti entrano nel flusso di arricchimento: testi, immagini, traduzioni. E anche lì l’AI può aiutare: lo spieghiamo in come scrivere descrizioni prodotto con l’AI.
L’import in Sindesi
In Sindesi l’import da Excel e CSV con mappatura AI è disponibile in tutti i piani: carichi il file, il sistema propone la corrispondenza tra colonne e attributi e tu la confermi prima che i dati vengano scritti. Le regole di qualità e completezza mostrano subito che cosa manca per ogni canale.
Se oggi il tuo catalogo vive ancora in fogli di calcolo, l’articolo su quando passare da Excel a un PIM descrive il percorso completo. Per vedere l’import all’opera su un tuo file, puoi chiedere una demo del software PIM.
Domande frequenti
L’AI può importare qualsiasi file Excel?
Funziona bene con file tabellari: una riga per prodotto, o per variante, e una colonna per informazione. File con celle unite, più tabelle nello stesso foglio o dati disposti in orizzontale vanno prima riportati a una struttura regolare.
Devo controllare tutte le proposte dell’AI?
Conviene concentrarsi dove il sistema segnala una confidenza bassa e sui campi critici: codici, misure, dati di sicurezza. Per le colonne con corrispondenza evidente basta una verifica a campione. La conferma finale della mappatura resta comunque una decisione di una persona.
Cosa succede ai valori che non rispettano le regole?
Dipende da come è configurato l’import. La soluzione più sicura è non scartarli in silenzio né importarli comunque: le righe con errori vengono segnalate in un riepilogo, con il motivo, così puoi correggerle nel file o nel PIM.
I dati del mio catalogo vengono usati per addestrare modelli?
È una domanda da fare a ogni fornitore prima di caricare i dati. Chiedi quali modelli vengono usati, dove vengono elaborati i contenuti e se sono esclusi dall’addestramento, e verifica che la risposta sia scritta nel contratto o nel DPA.
Vedi Sindesi sui tuoi dati
Importiamo un campione del tuo catalogo e ti mostriamo arricchimento, traduzioni e pubblicazione sui tuoi canali.