E-commerce

Feed prodotti per comparatori e shopping online: quali attributi servono

Un feed prodotti è il file con cui il tuo catalogo arriva ai comparatori di prezzo, alle campagne shopping dei motori di ricerca e ai cataloghi dei social. Chi lo riceve non vede il tuo sito: vede solo ciò che c’è scritto in quelle righe. Per questo la qualità degli attributi decide se un prodotto viene accettato, per quali ricerche compare e quanto rende.

Team SindesiIl PIM italiano di FlexCode Aggiornato il 5 min di lettura
Indice dei contenuti
  1. 01Che cos’è un feed prodotti
  2. 02Gli attributi obbligatori
  3. 03Gli attributi consigliati che fanno la differenza
  4. 04Il titolo: l’attributo che pesa di più
  5. 05Varianti: una riga per ciascuna
  6. 06Gli errori che causano più rifiuti
  7. 07Come tenere il feed aggiornato
  8. 08Generare i feed da un PIM
  9. 09Domande frequenti

Che cos’è un feed prodotti

Un feed è un elenco strutturato del catalogo: una riga per ogni prodotto, o per ogni variante, e una colonna per ogni attributo. La piattaforma di destinazione lo legge a intervalli regolari e crea o aggiorna le proprie schede.

A differenza di un marketplace, qui la vendita avviene sul tuo sito: il feed serve a portare lì il cliente giusto. La piattaforma decide quando mostrare un prodotto confrontando la ricerca dell’utente con i dati del feed. Se un attributo manca, per quella ricerca il prodotto non esiste.

Gli attributi obbligatori

Ogni canale ha le proprie specifiche, ma il nucleo è comune a quasi tutti.

Attributo Che cosa contiene Errore tipico
Identificativo Codice univoco e stabile del prodotto Cambiarlo: la piattaforma perde lo storico
Titolo Nome completo del prodotto Troppo corto, generico o promozionale
Descrizione Testo descrittivo, senza HTML superfluo Uguale per tutte le varianti
Link Indirizzo della pagina prodotto Pagina non raggiungibile o di un’altra variante
Link immagine Immagine principale Segnaposto, loghi o testi sovrapposti
Prezzo Importo con valuta Diverso da quello mostrato sul sito
Disponibilità Disponibile, esaurito, in preordine Non aggiornata
Marca Brand del prodotto Nome del negozio al posto della marca
GTIN Codice EAN del prodotto Mancante, errato o duplicato
Condizione Nuovo, usato, ricondizionato Omessa

Il GTIN merita una nota: è il dato con cui le piattaforme riconoscono con certezza il prodotto e lo confrontano con le altre offerte. Dove esiste, va sempre indicato. Per i prodotti che ne sono privi, come quelli su misura, si usano marca e codice del produttore.

Gli attributi consigliati che fanno la differenza

Gli obbligatori evitano i rifiuti. I consigliati determinano per quali ricerche compari e come viene valutata la pertinenza del prodotto.

  • Categoria di prodotto secondo la tassonomia della piattaforma, al livello più specifico.
  • Tipo di prodotto secondo la tua classificazione interna, utile per organizzare le campagne.
  • Codice del produttore (MPN), soprattutto in ambito tecnico e ricambi.
  • Colore, taglia, materiale, genere, fascia d’età: obbligatori in alcune categorie, come l’abbigliamento.
  • Gruppo di varianti: l’identificativo che lega tra loro taglie e colori dello stesso modello.
  • Immagini aggiuntive: più angolazioni, dettagli, ambientazione.
  • Spedizione: costi e tempi, quando non impostati a livello di account.
  • Prezzo scontato e date di validità della promozione.
  • Etichette personalizzate: campi liberi per segmentare le campagne, per esempio per margine o stagionalità.

Le classificazioni usate nei feed riprendono spesso gli standard internazionali: per orientarti c’è la guida a ETIM, GS1 e UNSPSC.

Il titolo: l’attributo che pesa di più

Nei risultati di shopping il titolo è, insieme a immagine e prezzo, ciò che l’utente vede. Ed è il campo che più incide sulla corrispondenza con le ricerche.

Una struttura che funziona nella maggior parte dei settori:

Marca + tipo di prodotto + caratteristica distintiva + variante

Titolo debole Titolo efficace
Lumo T2 Lumo T2 lampada da tavolo LED dimmerabile, alluminio nero
Scarpa uomo (Marca) sneakers uomo in pelle bianca, taglia 43
Kit ricambio (Marca) kit guarnizioni per pompa idraulica serie HP 200, codice 48213

Le parole più importanti vanno all’inizio, perché i titoli lunghi vengono troncati. E il titolo del feed non deve per forza coincidere con quello del sito: è normale averne una versione dedicata.

Varianti: una riga per ciascuna

Ogni combinazione acquistabile, per esempio una maglietta blu taglia M, è una riga del feed con:

  • un identificativo proprio;
  • il proprio GTIN;
  • l’immagine di quel colore, non di un altro;
  • il link che apre la pagina con quella variante già selezionata;
  • lo stesso identificativo di gruppo delle altre varianti.

L’errore più comune è inviare un solo prodotto “padre” con l’immagine di un colore e il prezzo di una taglia: chi cerca la variante rossa non la trova.

Gli errori che causano più rifiuti

  • Prezzo o disponibilità diversi dal sito. La piattaforma controlla la pagina di destinazione: se i dati non coincidono, il prodotto viene sospeso.
  • Immagini non conformi: testi promozionali, filigrane, bordi, segnaposto.
  • GTIN non valido o assegnato a un altro prodotto.
  • Pagina di destinazione non raggiungibile, o che reindirizza alla home.
  • Categoria errata per prodotti soggetti a regole particolari.
  • Titoli tutti in maiuscolo o con termini promozionali.

Come tenere il feed aggiornato

Un feed non è un file che si prepara una volta. Conviene separare due flussi:

  1. Contenuti (titoli, descrizioni, attributi, immagini): cambiano di rado e nascono dove si gestiscono i dati di prodotto.
  2. Prezzo e disponibilità: cambiano di continuo e arrivano dal gestionale o dall’e-commerce.

Il feed completo si rigenera almeno una volta al giorno; prezzi e giacenze, se necessario, si aggiornano più spesso.

Il consiglio: controlla ogni settimana il rapporto diagnostico della piattaforma e correggi gli errori alla fonte, nei dati di prodotto. Una correzione fatta a mano nel file viene cancellata alla rigenerazione successiva.

Generare i feed da un PIM

Quando i canali diventano tre o quattro, mantenere un feed diverso per ciascuno partendo dall’e-commerce diventa complicato. Generandoli da un software PIM si lavora su un’unica base:

  • gli attributi sono già completi e controllati;
  • ogni canale ha i suoi titoli e le sue mappature;
  • le regole di completezza escludono dal feed i prodotti non pronti;
  • l’esportazione è pianificata e automatica.

In Sindesi le esportazioni per canale avvengono in CSV, Excel o XML, anche pianificate, oppure via API: i dettagli sono nella pagina sulle integrazioni del PIM. Chi vende anche sui marketplace trova un metodo analogo nell’articolo su come caricare il catalogo sui marketplace senza errori. Per vedere un feed generato dal tuo catalogo, chiedi una demo.

Domande frequenti

In che formato deve essere un feed prodotti?

I formati più diffusi sono XML e file di testo delimitati, come CSV o TSV; alcune piattaforme accettano anche fogli di calcolo o l’invio tramite API. La struttura è sempre la stessa: un elenco di prodotti, ciascuno con i propri attributi, secondo le specifiche del canale di destinazione.

Ogni quanto va aggiornato il feed?

Almeno una volta al giorno. Se prezzi e disponibilità cambiano spesso, più volte al giorno o in tempo reale tramite API. Un feed non aggiornato che mostra un prezzo diverso da quello del sito porta al rifiuto del prodotto e, se il problema persiste, alla sospensione dell’account.

Posso generare il feed direttamente dall’e-commerce?

Sì, quasi tutte le piattaforme e-commerce esportano un feed di base. Il limite è che contiene solo i dati presenti nel negozio, nel formato del negozio. Per avere titoli diversi per canale, attributi completi e più destinazioni conviene generarlo a monte, dal sistema in cui i dati di prodotto vengono gestiti.

Che differenza c’è tra feed e catalogo marketplace?

Il principio è lo stesso, inviare dati strutturati a una piattaforma esterna. Cambia lo scopo: il feed alimenta annunci e comparatori che rimandano al tuo sito, mentre sul marketplace la vendita avviene sulla piattaforma, che per questo impone template più rigidi per ogni categoria.

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