E-commerce

Come caricare il catalogo sui marketplace senza errori: 5 passaggi

Caricare il catalogo sui marketplace sembra un’operazione tecnica: compili un file, lo invii, i prodotti vanno online. In pratica una parte delle righe torna indietro con un errore, e ogni rifiuto è un prodotto che non vende. Quasi tutti i rifiuti hanno cinque cause, sempre le stesse. Affrontarle in ordine, prima dell’invio, è molto più rapido che correggerle dopo.

Team SindesiIl PIM italiano di FlexCode Aggiornato il 5 min di lettura
Indice dei contenuti
  1. 01Perché i marketplace rifiutano i caricamenti
  2. 021. Scegli la categoria prima di tutto
  3. 032. Completa gli attributi obbligatori
  4. 043. Verifica i codici GTIN
  5. 054. Prepara immagini conformi
  6. 065. Scrivi titoli e testi secondo le regole del canale
  7. 07La checklist prima dell’invio
  8. 08Come un PIM riduce i rifiuti
  9. 09Domande frequenti

Perché i marketplace rifiutano i caricamenti

Un marketplace mostra nella stessa pagina prodotti di migliaia di venditori. Per farlo impone a tutti le stesse regole: una struttura di categorie, un elenco di attributi per ciascuna, formati precisi per codici, testi e immagini. Un prodotto che non le rispetta viene bloccato o pubblicato in modo incompleto, e quindi escluso dai filtri di ricerca.

Le cause ricorrenti sono cinque:

  1. categoria sbagliata o troppo generica;
  2. attributi obbligatori mancanti;
  3. codice GTIN assente, errato o già associato a un altro prodotto;
  4. immagini non conformi;
  5. titoli e testi fuori dalle regole.

1. Scegli la categoria prima di tutto

Sui marketplace la categoria decide tutto il resto: quali attributi sono obbligatori, quali valori sono ammessi, quali varianti si possono creare. Per questo è il primo passo, non l’ultimo.

  • Scegli il livello più specifico disponibile: “Lampade da tavolo”, non “Illuminazione”.
  • Scarica il template di quella categoria: è l’elenco aggiornato dei campi richiesti.
  • Mantieni una tabella di corrispondenza tra le tue categorie interne e quelle di ciascun marketplace, da riusare per ogni nuovo prodotto.

Le tassonomie dei marketplace cambiano più volte l’anno. Una corrispondenza salvata una volta sola va quindi ricontrollata a ogni aggiornamento dei template.

2. Completa gli attributi obbligatori

Ogni categoria ha attributi obbligatori, consigliati e facoltativi. I primi bloccano la pubblicazione; i secondi alimentano i filtri laterali, quelli con cui i clienti restringono la ricerca.

Tipo di attributo Se manca Esempi
Obbligatorio Il prodotto viene rifiutato Marca, GTIN, materiale, dimensioni
Consigliato Il prodotto non compare nei filtri Colore, stile, potenza, compatibilità
Facoltativo Scheda meno completa Istruzioni di cura, contenuto della confezione

Due attenzioni:

  • Valori ammessi. Molti campi accettano solo valori da un elenco: “Nero”, non “nero opaco satinato”. Serve una mappatura tra i tuoi valori e quelli del marketplace.
  • Unità di misura. Lo stesso dato può essere richiesto in centimetri su un canale e in millimetri su un altro.

Compilare gli attributi consigliati è il modo meno costoso per aumentare la visibilità: un prodotto senza l’attributo “colore” non compare quando il cliente filtra per colore.

3. Verifica i codici GTIN

Il GTIN (Global Trade Item Number), in Europa di solito nella forma EAN a 13 cifre, identifica in modo univoco un articolo. I marketplace lo usano per riconoscere il prodotto e raggruppare le offerte di venditori diversi sulla stessa scheda.

Gli errori tipici:

  • codice inventato o riutilizzato da un prodotto fuori produzione;
  • cifra di controllo errata, spesso per un errore di battitura;
  • zeri iniziali persi nel passaggio da Excel;
  • stesso codice per più varianti: ogni combinazione di taglia e colore vuole il suo GTIN.

I codici validi vengono assegnati dal sistema GS1; in Italia il riferimento è GS1 Italy. Prima dell’invio conviene controllare automaticamente lunghezza, cifra di controllo e duplicati su tutto il file.

4. Prepara immagini conformi

Le regole variano, ma lo schema è simile ovunque:

  • immagine principale su sfondo bianco o neutro, con il solo prodotto, senza testi, loghi o cornici;
  • risoluzione minima, in genere almeno 1.000 pixel sul lato lungo, per consentire lo zoom;
  • proporzioni e margini definiti;
  • immagini aggiuntive per dettagli, ambientazione, dimensioni e contenuto della confezione;
  • formato e peso del file entro i limiti.

Rifare le foto per ogni canale non è sostenibile. La soluzione è conservare un originale ad alta risoluzione e generare da quello i formati richiesti: è il compito di un DAM integrato nel PIM.

5. Scrivi titoli e testi secondo le regole del canale

Il titolo è il campo più letto e il più regolato. In genere i marketplace chiedono:

  • una struttura fissa: marca, tipo di prodotto, caratteristica principale, variante;
  • una lunghezza massima, diversa per categoria;
  • nessun termine promozionale: “offerta”, “spedizione gratuita”, “il migliore”;
  • nessun carattere speciale o testo tutto in maiuscolo.

Lo stesso vale per i punti elenco e la descrizione: niente riferimenti ad altri siti, prezzi o contatti.

Per questo il titolo del tuo e-commerce quasi mai va bene così com’è. Servono versioni del testo per canale, generate dagli stessi attributi: un lavoro in cui l’intelligenza artificiale aiuta molto, come spieghiamo in come scrivere descrizioni prodotto con l’AI.

La checklist prima dell’invio

  • Ogni prodotto è nella categoria più specifica disponibile.
  • Il template di categoria è quello aggiornato.
  • Tutti gli attributi obbligatori sono compilati, con valori ammessi.
  • Gli attributi usati come filtro sono compilati.
  • Ogni variante ha un GTIN valido e non duplicato.
  • L’immagine principale rispetta sfondo, dimensioni e proporzioni.
  • Titoli e testi rispettano struttura e lunghezza del canale.
  • Le informazioni di sicurezza e i dati del fabbricante sono presenti.

L’ultimo punto non è una regola dei marketplace, ma di legge: dal dicembre 2024 il regolamento europeo sulla sicurezza dei prodotti impone informazioni precise in ogni offerta online. I dettagli sono nell’articolo su GPSR e vendita online.

Il consiglio: non inviare tutto il catalogo al primo tentativo. Carica venti prodotti per categoria, leggi il rapporto degli errori, correggi la regola alla fonte e solo dopo estendi.

Come un PIM riduce i rifiuti

Fatti a mano, questi cinque passaggi vanno ripetuti per ogni prodotto e per ogni marketplace. Con un software PIM si impostano una volta:

  • la corrispondenza tra categorie e attributi interni e quelli di ogni canale;
  • le regole di completezza per canale, che indicano che cosa manca prima dell’invio;
  • i testi per canale, derivati dagli stessi attributi;
  • le immagini nei formati richiesti, generate dall’originale.

In Sindesi le regole di qualità e completezza per canale mostrano che cosa manca a ogni prodotto prima della pubblicazione, e i dati escono verso i marketplace tramite connettori, API o file: trovi le modalità nella pagina sul PIM per e-commerce e marketplace. Se i marketplace sono il tuo prossimo canale, in una demo possiamo partire da una tua categoria reale.

Domande frequenti

Posso usare lo stesso file per tutti i marketplace?

No. Ogni marketplace ha il proprio albero di categorie, i propri nomi di campo, limiti di lunghezza e requisiti per le immagini. Il dato di origine può e deve essere lo stesso; cambia il modo in cui viene adattato ed esportato per ciascun canale.

Cosa faccio se un prodotto non ha il codice EAN?

Se sei il produttore, i codici si ottengono associandosi a GS1 Italy, che assegna un prefisso aziendale da cui generare i GTIN. Se sei un rivenditore, il codice va chiesto al produttore. Alcuni marketplace prevedono esenzioni per prodotti artigianali o a marchio proprio, da richiedere categoria per categoria.

Quanto spesso va aggiornato il catalogo sui marketplace?

Prezzi e disponibilità vanno sincronizzati di continuo, più volte al giorno. I contenuti, cioè testi, attributi e immagini, vanno inviati di nuovo quando cambiano e ogni volta che il marketplace aggiorna i propri template, cosa che accade più volte l’anno.

Serve un PIM per vendere sui marketplace?

Con poche decine di prodotti su un solo marketplace si può lavorare dal pannello del venditore. Quando crescono i prodotti o i canali, tenere allineati a mano file diversi per ogni marketplace diventa la principale fonte di errori, ed è lì che un PIM si ripaga.

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