Normative

GPSR e vendita online: quali dati di prodotto devi mostrare

Il GPSR, il regolamento europeo sulla sicurezza generale dei prodotti, ha cambiato la vendita online in un punto molto concreto: dal 13 dicembre 2024 ogni offerta di un prodotto destinato ai consumatori deve mostrare un insieme preciso di informazioni. Per chi ha un catalogo ampio, su più canali e in più lingue, non è un problema legale ma di dati.

Team SindesiIl PIM italiano di FlexCode Aggiornato il 5 min di lettura
Indice dei contenuti
  1. 01Che cos’è il GPSR
  2. 02Le informazioni obbligatorie nelle offerte online
  3. 03Chi deve fare cosa
  4. 04Perché è un problema di dati
  5. 05Come strutturare i dati
  6. 06Portare i dati su ogni canale
  7. 07La checklist per chi vende online
  8. 08Come aiuta un PIM
  9. 09Domande frequenti

Che cos’è il GPSR

GPSR sta per General Product Safety Regulation: è il Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti, che ha sostituito la precedente direttiva del 2001 e si applica dal 13 dicembre 2024.

Riguarda i prodotti di consumo non alimentari immessi o messi a disposizione sul mercato dell’Unione, nuovi, usati, riparati o ricondizionati. Per le categorie che hanno già una normativa europea specifica, come giocattoli o apparecchiature elettriche, il GPSR si applica agli aspetti che quella normativa non copre.

Rispetto alla vecchia direttiva la novità più rilevante è l’attenzione al commercio elettronico: il regolamento tratta esplicitamente le vendite a distanza e i marketplace.

Le informazioni obbligatorie nelle offerte online

L’articolo 19 stabilisce che l’offerta di un prodotto venduto online, o con altri mezzi di vendita a distanza, deve riportare in modo chiaro e visibile almeno quattro gruppi di informazioni.

Che cosa Dettaglio
Fabbricante Nome, denominazione commerciale registrata o marchio registrato, indirizzo postale e indirizzo elettronico
Persona responsabile nell’UE Nome, indirizzo postale ed elettronico, quando il fabbricante non è stabilito nell’Unione
Identificazione del prodotto Un’immagine, il tipo e ogni altro identificativo del prodotto
Avvertenze e sicurezza Le avvertenze e le informazioni di sicurezza previste per il prodotto, in una lingua facilmente comprensibile dai consumatori del paese di vendita

Due precisazioni utili:

  • per indirizzo elettronico si intende un recapito digitale, come un indirizzo email o un sito con modulo di contatto, attraverso cui il fabbricante sia raggiungibile;
  • le informazioni devono stare nell’offerta, cioè nella scheda che il cliente vede prima di acquistare, non solo sull’imballaggio.

Chi deve fare cosa

  • Il fabbricante deve garantire che il prodotto sia sicuro, redigere la documentazione tecnica e riportare i propri dati e le avvertenze sul prodotto o sull’imballaggio.
  • L’importatore verifica che il fabbricante abbia adempiuto e aggiunge i propri dati.
  • Il distributore o rivenditore deve verificare che il prodotto riporti le informazioni richieste e, se vende online, mostrarle nell’offerta.
  • La persona responsabile nell’UE è l’operatore stabilito nell’Unione che risponde di determinati compiti di conformità: senza di essa un prodotto coperto dal regolamento non può essere immesso sul mercato.
  • I marketplace devono predisporre l’interfaccia in modo che i venditori possano inserire queste informazioni, e hanno obblighi propri di cooperazione con le autorità.

Per chi rivende, il punto critico è evidente: i dati vanno chiesti ai fornitori, uno per uno, e tenuti aggiornati.

Attenzione: questo articolo riassume gli obblighi informativi a scopo divulgativo e non sostituisce una consulenza legale. Per valutare il tuo caso, in particolare su esclusioni e normative di settore, rivolgiti a un consulente.

Perché è un problema di dati

Con cinquanta prodotti di un solo marchio basta aggiungere un paragrafo alle schede. Con cinquemila prodotti di ottanta fornitori, venduti in sei paesi, emergono domande diverse:

  • dove sono registrati i dati di ogni fabbricante, e chi li aggiorna quando cambiano?
  • quale responsabile nell’UE corrisponde a ciascun marchio extraeuropeo?
  • le avvertenze sono tradotte in tutte le lingue dei paesi in cui vendi?
  • ogni canale mostra davvero queste informazioni, nel campo giusto?

Scrivere tutto questo a mano nella descrizione di ogni prodotto significa doverlo correggere migliaia di volte al primo cambio di indirizzo.

Come strutturare i dati

La soluzione è separare i dati per livello, e inserire ciascuno una volta sola.

Dato Livello a cui va gestito Note
Nome e marchio del fabbricante Marca o fornitore Collegato a tutti i suoi prodotti
Indirizzo postale ed elettronico Marca o fornitore Un solo punto da aggiornare
Persona responsabile nell’UE Marca o fornitore Solo per fabbricanti extra-UE
Tipo, modello, identificativi Prodotto SKU, GTIN, codice del produttore
Immagine Prodotto o variante Deve consentire di riconoscere il prodotto
Avvertenze e informazioni di sicurezza Famiglia o prodotto Testi da tradurre per ogni paese
Documenti: istruzioni, schede di sicurezza Prodotto Collegati alla scheda

Il vantaggio è che un cambio di sede del fabbricante si corregge in un punto e arriva a tutte le schede e a tutti i canali.

Per le avvertenze conviene usare testi standard riutilizzabili: la stessa frase vale spesso per un’intera famiglia di prodotti, e va tradotta una volta sola per lingua.

Portare i dati su ogni canale

Avere i dati non basta: vanno pubblicati dove il cliente li vede.

  • Sul tuo e-commerce, in una sezione dedicata della scheda, per esempio “Sicurezza e conformità”.
  • Sui marketplace, nei campi specifici che ciascuno ha introdotto: le inserzioni senza questi dati vengono sospese. Per il metodo generale c’è l’articolo su come caricare il catalogo sui marketplace senza errori.
  • Nei cataloghi e nei portali B2B, se i prodotti possono arrivare a consumatori.

Una regola pratica: considera queste informazioni obbligatorie per la pubblicazione. Un prodotto senza dati del fabbricante non dovrebbe poter andare online, esattamente come uno senza prezzo.

La checklist per chi vende online

  • Hai l’elenco dei fabbricanti di tutti i prodotti, con indirizzo postale ed elettronico.
  • Per ogni fabbricante extra-UE conosci la persona responsabile nell’Unione.
  • Ogni scheda mostra tipo, identificativi e almeno un’immagine del prodotto.
  • Le avvertenze esistono, sono collegate ai prodotti giusti e sono tradotte.
  • Le informazioni sono visibili nell’offerta su ogni canale.
  • Esiste una regola che blocca la pubblicazione dei prodotti incompleti.
  • Sai chi aggiorna questi dati e con quale frequenza li chiedi ai fornitori.

Come aiuta un PIM

Gestire questi dati per livello, tradurli e pubblicarli su più canali è il lavoro per cui esiste un software PIM: un’informazione inserita una volta viene ereditata da tutti i prodotti collegati e distribuita a ogni canale nel formato richiesto.

In Sindesi i testi ricorrenti, come le avvertenze, si gestiscono con il frasario multilingua, e le regole di completezza per canale segnalano i prodotti a cui manca un dato obbligatorio prima che vengano pubblicati.

Gli stessi dati, peraltro, saranno la base di un obbligo più ampio in arrivo: il passaporto digitale dei prodotti, di cui parliamo nella guida al Digital Product Passport. Se vuoi vedere come organizzare fabbricanti, avvertenze e traduzioni sul tuo catalogo, chiedi una demo.

Domande frequenti

Il GPSR vale anche per le vendite B2B?

Il regolamento riguarda i prodotti destinati ai consumatori o che i consumatori possono ragionevolmente usare, anche se non pensati per loro. Un prodotto venduto solo ad aziende e non accessibile ai consumatori ne resta fuori; molti articoli venduti a professionisti finiscono però anche in mano a privati, e in quel caso rientrano.

Devo indicare il fabbricante anche se rivendo prodotti di altri?

Sì. L’obbligo riguarda l’offerta: chi vende online deve mostrare i dati del fabbricante e, se questo ha sede fuori dall’Unione, quelli della persona responsabile nell’UE. Sono dati che il rivenditore deve ottenere dal fornitore e pubblicare nella scheda.

Il GPSR si applica ai prodotti usati?

Sì, si applica anche ai prodotti usati, riparati o ricondizionati immessi sul mercato. Restano esclusi i prodotti venduti dichiaratamente come da riparare o ricondizionare prima dell’uso e i pezzi d’antiquariato.

Cosa succede se le informazioni mancano?

Le autorità di vigilanza possono chiedere di correggere l’offerta o di ritirare il prodotto, e gli Stati membri stabiliscono le sanzioni. Nella pratica il primo effetto arriva dai marketplace, che sospendono le inserzioni prive dei dati richiesti.

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